Polesella (luogo): Comune del medio Polesine di forti tradizioni socialiste in cui si tennero agitazioni operaie e manifestazioni di protesta di vario genere (tra le più note, quella delle donne contro la guerra nel 1917). Nel 1934-35 si registrò un tentativo sovversivo perpetrato da uno dei primi nuclei comunisti operanti in provincia, che portò alla condanna, da parte del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, dei comunisti Arturo Ranzani, Giovanni Raito e Alvise Fogagnolo. Presso il locale zuccherificio si tenne il primo sciopero della provincia nel periodo del Ventennio. Furono i lavoratori coordinati da un comitato clandestino guidato da Giordano Munerati, Tullio Polo ed altri che, il lunedì dopo la caduta di Mussolini, 26 luglio del 1943 decisero di astenersi dal lavoro. Molti scioperanti furono arrestati e trascorsero alcune settimane nel carcere di Rovigo. Presso il locale “Alla Fede” di proprietà di Fulvio Quaranta, noto locale frequentato da antifascisti, i repubblichini organizzarono una retata e arrestarono molti militanti. Sul territorio operò un distaccamento della brigata autonoma legata a Giustizia e Libertà e comandata da Giordano Munerati e, una volta ferito gravemente questi, da Dante Zanella. Il distaccamento si giovò di armi aviolanciate dagli alleati. Il 25 aprile 1945 presso la località Rocca, in Frazione Bresparola, due partigiani, Angelo Bettega e Secondo Milani, vennero uccisi dai tedeschi in ritirata. Il CLN locale nominò, come primo sindaco, il comunista Luigi Noventa.
Polesella
CONTRIBUTO A CURA DI: Raito Leonardo