Zen Cesare

CONTRIBUTO A CURA DI: Crivellari Diego

Nato a Adria nel 1890, industriale. Repubblicano e antifascista, fin dagli anni Venti sarà perseguitato dallo squadrismo e dal regime, venendo duramente colpito anche nella sua attività professionale. Nel 1943, tornato dalla guerra con il grado di maggiore di artiglieria, aderisce al Partito d’azione e riprende la lotta contro il fascismo, riconosciuto come leader indiscusso della “borghesia adriese laica e illuminata” (Sparapan). Realmente decisivo nel contesto della Resistenza locale è il ruolo di Zen, la cui influenza si estende oltre il Basso Polesine: “la sua azione è sostenuta da indubbie capacità e dalla rete di contiguità che aveva saputo mantenere anche durante la dittatura. Dopo il 25 luglio ’43, la sua autorevolezza emerge in modo naturale, rafforzata dalla coerenza politica mantenuta durante il fascismo” (Zerbinati). Dopo aver costituito il Cln adriese, la cui rete arriva a comprendere l’intero Delta del Po, Zen – individuato come “organizzatore e sovventore di bande armate partigiane” – è il bersaglio dei nazifascisti. Il 21 settembre 1944 è arrestato a Adria dalla famigerata II Compagnia OP (Ordine pubblico) e durante gli interrogatori viene sottoposto a sevizie. Ricorderà: “Mi bruciarono il piede destro e continuarono con le bastonature per diverse ore. Il 22 fui trasportato a Rovigo all’Ufficio investigativo politico ove rimasi 2 o 3 giorni, poi fui passato alle carceri di Via Verdi… dovetti subire ancora per diversi giorni interrogatori violenti”. Sarà testimone dei tragici eventi di Villamarzana, culminati con la strage del 15 ottobre 1944: tradotto nella località medio-polesana per essere fucilato, riuscirà a scampare all’eccidio per via di un mero cavillo giuridico. Ripetutamente torturato, resta prigioniero fino al 22 aprile 1945. Il 26 aprile 1945 viene nominato sindaco di Adria: la mattina dello stesso giorno una folla esultante si raduna sotto la sua abitazione in Corso Vittorio Emanuele II e lo acclama sindaco ancora prima della designazione ufficiale da parte del Cln (I. Zen). Terrà l’incarico fino al 29 maggio 1946. Alle prime elezioni amministrative che si svolgono nella primavera del ’46, il Partito d’azione si presenta da solo, ottenendo 728 voti, e Zen viene eletto nel consiglio comunale. Nei giorni convulsi che seguono la Liberazione, Pino Rauti – giovane volontario della Rsi, futuro deputato e segretario del Movimento Sociale Italiano – sfugge alla fucilazione grazie all’intervento del sindaco Zen e di altri esponenti del Cln. Nel dopoguerra, Zen sarà consigliere provinciale, candidato al Parlamento e occuperà posizioni di rilievo nella Camera di commercio di Rovigo e nell’Union Camere di commercio delle Venezie. Muore nel 1975

Riferimenti bibliografici

Gianni A. Cisotto, ‘Solo uomini di buona volontà’. Il Partito d’azione veneto (1942-1947), Viella, Roma, 2014; Gino Bedeschi, A monito e primo esempio. La Repubblica Sociale nel Polesine 1943-1945, Apogeo, Adria, 2018; Bruno Pirani, I protagonisti. Lotte sociali in Polesine 1902-1952, Istituto padano di arti grafiche, Rovigo, 1989; Gianni Sparapan, Adria partigiana. Dal Comitato di Liberazione Nazionale alla ‘Banda Boccato’, Minelliana, Rovigo, 1986; Ivanoe Zen, Cesare Zen ed il periodo clandestino del C.L.N. di Adria in “Studi Polesani XXI/XXIII. Polesine e Resistenza”, Minelliana, Rovigo, 1986; Livio Zerbinati (a cura di), Adria e il Delta dalla distruzione alla ricostruzione. Settembre 1943-dicembre 1945, Cierre edizioni, Sommacampagna (Vr), 2017.