Varliero Bellino

CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo

(nome di battaglia Capitano Tito), Medaglia di Bronzo al Valore Partigiano. Nato a Lendinara il 22 febbraio 1912. Fu una figura estremamente carismatica in tutto l’Alto Polesine. Di umili origini, nato in una famiglia di solide tradizioni socialiste, si fece notare già nel 1930, quando scrisse su un muro “Viva Matteotti, Viva Lenin, Viva il Socialismo!”. Questa azione gli costò l’arresto e il confino. In seguito all’armistizio, dopo aver militato per alcuni mesi in una formazione partigiana del parmense-reggiano, rientrò a Lendinara, e fondò la nota Brigata Giovanni Tasso (inizialmente chiamata Battaglione Mario Zaghi), intrattenendo rapporti con figure di ogni ceto, dal mondo comunista a quello azionista, ma anche borghese e cattolico. Sfoggiando una solida cultura politica e abili capacità persuasive, ma anche una discreta preparazione militare sulle tattiche della guerriglia, divenne il principale ricercato nella zona che va da Campomarzo di Lendinara a Stienta. In questo territorio infatti, da nord a sud, si spostava continuamente la sua Brigata, che aveva come basi di appoggio la comuna di Precona, a Castelguglielmo, e la pieve di S. Genesio, a Stienta. Il Capitano Tito, figura a lungo trascurata dalla storiografia locale, intratteneva rapporti e otteneva rifornimenti direttamente dagli Alleati, riuscendo a formare una unità militante di una certa consistenza, capace di creare notevoli difficoltà agli occupanti nazifascisti, nella seconda metà del ‘44. Miracolosamente sfuggito al rastrellamento e all’eccidio di Villamarzana, che decimò di fatto la sua Brigata, cadde il 26 ottobre 1944 alle Zampine di Stienta, presso la Valle dell’Oca, durante uno scontro a fuoco che costò la vita ad altri due partigiani di origine slava, che lo seguivano. Era infatti in corso il grande rastrellamento di Stienta, che costò la deportazione a centinaia di civili, e lasciò dietro di sé una lunga scia di arresti, violenze e case bruciate.