Pavanin Pietro Cesare

CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo

Nato a Lendinara il 27 ottobre 1908. Residente a Campomarzo. Figlio di Sante, un socialista noto alle forze dell’ordine, fu militante comunista di fama internazionale. Fornaciaio e manovale come il padre e proveniente da una famiglia numerosa, si trasferì a Milano nel 1925 per lavoro. Qui entrò segretamente nel Partito Comunista clandestino, dapprima con incarichi di volantinaggio e schedatura. Negli anni successivi, le sue responsabilità all’interno dell’organizzazione comunista crebbero. Nel 1928 fu inviato dal partito proprio a Lendinara, dove organizzò il locale gruppo comunista. Sempre nel 1928 fu richiamato alle armi nel 23° Regg. Fanteria di stanza in Slovenia, da cui venne congedato l’anno successivo. Rientrato a Milano, venne arrestato e picchiato per porto d’armi abusivo, e rinchiuso a S. Vittore, da cui fu scarcerato grazie a un’amnistia. Pur mantenendo i contatti con la cellula comunista lendinarese, nel 1930 espatriò clandestinamente in Svizzera, dove ottenne asilo a Basilea, e da qui raggiunse la Francia. A Parigi riprese contatto con i gruppi comunisti italiani oltralpe. Nel marzo del 1932, la direzione del PC lo inviò a studiare e documentarsi a Mosca, presso l’Internazionale Comunista, dove rimase fino al 1934. Ritornato a Bruxelles e poi a Parigi, ottenne incarichi gestionali per il sostegno degli emigrati comunisti italiani, sempre mantenendo i contatti con il gruppo comunista di Lendinara, al quale inviava giornali propagandistici e informativi, e piccole somme di denaro. Dal 2 settembre 1936 al 9 febbraio 1939 fu volontario nelle Brigate Internazionali, nel contesto della Guerra di Spagna. A Barcellona, nella Caserma Carl Marx, fu inquadrato nella Centuria Gastone Sozzi come delegato politico della squadra mitraglieri. Combatté con il 5° Regg. in Estremadura, nella Valle del Tago, fra Toledo e Talavera, per la difesa di Madrid. In seguito alla decimazione della sua unità, entrò nel Battaglione Garibaldi di Albacete dove, a causa di una seria ferita a una clavicola, riprese il ruolo di commissario politico e svolse ruoli propagandistici e istituzionali. Nel gennaio 1939, dopo varie peripezie legate al precipitare degli eventi bellici, raggiunse Figueiras. Qui, in seguito a una retata dei franchisti, che avevano localizzato il gruppo di superstiti garibaldini cui apparteneva, raggiunse clandestinamente la Francia, dove fu arrestato dalla polizia di frontiera, e in seguito rilasciato. Ripresi i contatti con la direzione internazionale del PC, dopo un breve soggiorno a Parigi, espatriò a Mosca su indicazione del dirigente Luigi Longo, dove prese rapporto con Palmiro Togliatti presso l’NKVD (Commissariato del Popolo per gli Affari Interni). Quando, nel 1941, la Germania nazista invase l’URSS, combatté per la difesa di Mosca come radarista e paracadutista, alle dipendenze del Gen. Serebrianski. Nel gennaio del ‘44, dopo un ricovero per polmonite, fu inviato come commissario politico nel campo di prigionia n. 58, destinato ai prigionieri di guerra italiani, dove rimase fino al novembre del 1945 quando, il giorno 15 dello stesso mese, sposò Maria Koscieleva. Rimpatriò in Italia con un viaggio avventuroso dislocato in varie tappe dai Capazi fino a Udine. Dal 1946 al 1953 svolse vari incarichi amministrativi per il partito a Lendinara, Adria, Roma e Milano; dal ‘53 al ‘57 rientrò a Mosca. Infine, dal ‘57 al ‘64 esercitò il compito di segretario della Sez. del PC di Saguedo-Lendinara, aderendo all’ANPI locale.