Medaglia d’Oro al Valore Partigiano, Croce di Guerra al Valore Militare. Nato a Nocera Inferiore (Salerno), il 20 maggio 1919 da genitori polesani, in seguito trasferitosi a Verona e, dal febbraio 1944, a Lendinara. Studente in Giurisprudenza presso l’Università di Padova, si arruolò volontario nel III Regg. Alpino Mondovì, e partecipò ad azioni militari sul fronte greco-albanese con il grado si sottotenente. Dopo l’8 settembre 1943, rimpatriò clandestinamente dal Montenegro, e aderì ai GAP (Gruppi di Azione Patriottica) veronesi, che dopo azioni dinamitarde ai danni delle truppe di occupazione naziste, riparavano sovente sui monti Lessini, nella zona di Giazza. Rientrò di nascosto in famiglia a Lendinara, per l’ultima volta, il 12 luglio 1944. Il 17 luglio successivo infatti, assaltò con altri gappisti il carcere degli Scalzi, struttura di massima sicurezza nella città di Verona, liberando il leader comunista Giovanni Roveda. Catturato già gravemente ferito dopo un rocambolesco inseguimento che seguì lo scontro a fuoco necessario all’azione, fu tradotto presso il carcere di Montorio, e qui torturato per giorni dalle SS e dai militi fascisti del 40° Battaglione Mobile (Ausiliari SS Italiche). Dopo 35 giorni di agonia, fu trucidato dalla Gestapo nel cortile di Forte Procolo, il 23 agosto 1944, e sepolto in segreto. La sua famiglia fu messa al corrente della morte molti mesi dopo.
Fava Lorenzo
CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo