Astolfi Maruzza

CONTRIBUTO A CURA DI: Raito Leonardo

Maruzza Astolfi, nacque a Polesella (RO) il 17 febbraio 1928 da una famiglia antifascista, e durante la resistenza fu una coraggiosa staffetta partigiana. Non era un ruolo né comodo né facile. Decidere di “militare”, di fare la resistenza sul serio, in una provincia piccola, in cui tutti si conoscono e in cui non ci sono le montagne per rifugiarsi, implicava un grande coraggio e una grande propensione al sacrificio, uno spirito che la contraddistinsero sempre. Nel dopoguerra si iscrisse al Partito comunista italiano, partito per il quale ha rivestito incarichi dirigenziali a livello federale, così come nell’Unione donne italiane. Forgiata quindi nella lotta e nella difesa dei più deboli, Maruzza Astolfi divenne una delle dirigenti di punta del Pci in Polesine. Più volte candidata al parlamento, ha rivestito per due mandati l’incarico di deputato nella IV legislatura (1965-68) e nella VI legislatura (1972-76) partecipando alle Commissioni “Finanze e Tesoro”, “Istruzione e belle arti”, “Igiene e sanità pubblica” e alla Commissione speciale per gli interventi e le provvidenze agli alluvionati del 1966, e prestando sempre una grande attenzione alle problematiche dei braccianti, delle popolazioni del Delta e delle donne. Concluso il mandato parlamentare alla fine degli anni settanta (1976-79) fu presidente del consiglio di amministrazione dell’Ospedale di Adria, prima che la riforma della sanità (Legge 833 del 1978) portasse alla nascita delle Unità Sanitarie Locali. Nel 1980 venne eletta sindaca di Polesella e rimase in carica per tre mandati, sino al 1995, guidando il paese in una fase caratterizzata da molteplici interventi in ambito di opere pubbliche. Dopo un primo mandato con una maggioranza di sinistra, frutto della storica collaborazione tra Pci e Psi, nel 1985 la rottura tra i due partiti provocò la corsa solitaria dei comunisti che riuscirono comunque a prevalere, nonostante i socialisti avessero fatto un accordo organico con la Democrazia Cristiana. Tenne a battesimo, tra le altre cose, la messa in funzione del nuovo ponte sul Po, che sostituì lo storico ponte in chiatte, e la realizzazione del moderno palazzetto dello sport oltre a moltissimi altri interventi tra cui l’approvazione del primo piano regolatore. Fu fautrice di molte iniziative in ambito culturale, promuovendo mostre, concerti, sostenendo la nascita dell’Università Popolare. Energica e operativa, oratrice brillante, seppe affiancare e far crescere una classe di amministratori che avrebbero garantito il governo del comune per altri vent’anni. La Astolfi morì a Polesella l’8 novembre 2010 e la sua orazione funebre fu pronunciata dall’onorevole Ivana Pellegatti.