Piccolo comune di circa 4.000 abitanti addossato alla riva destra dell’Adige, poco lontano da Rovigo. Oggi noto per le coltivazioni ortofrutticole OGC, ebbe un ruolo cruciale nella Resistenza, sia per i fatti che coinvolsero la Lega Studentesca Alberto Mario e la Brigata Garibaldina nel ‘43 (vedi voci specifiche), sia per aver ospitato molteplici riunioni del CLN provinciale. Nel 1944-45 fu infatti la sede amministrativa della IV Brigata Giustizia e Libertà, sotto il comando del capitano Massimo Ambrosi. Gli incontri si tenevano presso la locale sede della Cassa Rurale Artigiana diretta da Walter Targa, presso la famiglia Targa nel Castello Morosini-Oliva, presso la Trattoria al Ponte di Bornio (detta fin da allora “da Ranaro”), o nella canonica, curata dal parroco Don Terenzio Pezzolo, collaboratore partigiano. In prossimità della Liberazione, a causa della presenza di numerose truppe corazzate tedesche, che nella vicina Ca’ Morosini non riuscivano ad attraversare l’Adige, il centro abitato fu letteralmente spazzato via da un massiccio bombardamento americano, che alle ore 11.20 del 20 aprile 1945, pur avendo come obiettivo dichiarato il ponte sul fiume, causò 82 morti civili e 4 partigiani (Primo Pomaro, Antonio e Dante Zeminian e Walter Targa). A nulla valse il tentativo dei partigiani stessi di mettersi in contatto con i vertici Alleati per evitare l’incursione aerea. Lungo le sponde dell’Adige in prossimità delle macerie, i combattimenti tra le unità motorizzate dell’8a Divisione Indiana di Fanteria (Gurkha Rifles), le unità della IV GL e i soldati nazifascisti inquadrati nel Gruppo di Armate C, tra cui la Divisione Etna, X MAS e la GNR di Forlì, si protrassero fino al 27 aprile 1945, disimpegnando quasi completamente la liberazione di Rovigo, che poté, anche grazie al sacrificio di Lusia, avvenire in modo quasi incruento. Nulla è rimasto dell’antica chiesa di S. Vito e Modesto e del suo campanile, in cui si erano rifugiati molti civili. Dell’antico castello, rimase in piedi solo una torre, recentemente restaurata.
Lusia
CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo