(nome di battaglia Renato): Nato a Lusia il 3 ottobre 1912. Residente a Padova. Laureato in Ingegneria presso l’Università di Padova, frequentò la Scuola Allievi Ufficiali di Artiglieria a Lucca. Con il grado di sottotenente, venne destinato al 9° Regg. Artiglieria Brennero. Fu inviato nel 1940 sul fronte occidentale, e poi su quello greco-albanese. Congedato per malattia, divenne assistente universitario presso l’ateneo patavino. Entrato in contatto con i quadri universitari azionisti antifascisti (il Rettore Concetto Marchesi, il prof. Mons. Giovanni Apolloni, don Francesco Frasson, Corrado Lubian ed altri), fondò la Brigata Silvio Trentin, inquadrata nel movimento Giustizia e Libertà. In breve tempo il nome di Renato divenne una vera leggenda, poiché la sua unità portò a compimento attacchi temerari al cuore dell’intelligence nazista, principalmente di carattere dinamitardo. Su di lui venne messa una grossa taglia, e il suo nome veniva continuamente esaltato via radio dalla propaganda alleata. La sua attività si unì con quella dei GAP veronesi. Catturato durante uno scontro a fuoco, perché non volle abbandonare un compagno ferito, riuscì a fuggire ma dovette abbandonare Padova. Il 7 gennaio 1945, tradito da un compagno, venne catturato in Via Rogati ad Abano Terme dai membri della Banda Carità. Brutalmente torturato, venne fucilato il 9 gennaio successivo. Le sue ultime parole furono “Italia, libertà”. Nel 1963 Gianfranco de Bosio gli dedicò il film Il terrorista. Medaglia d’Oro al Valore Partigiano, l’Università di Padova gli ha dedicato una borsa di studio.
Pighin Otello
CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo