Nato a Lusia il 2 novembre 1922. Residente a Lendinara, nel 1942 prestava servizio di leva come Marinaio fuochista nel cacciatorpediniere L. Melloncello. Affondato da un sommergibile inglese al largo di Biserta, rimase naufrago per ore assieme ad altri marinai, aggrappati a mezzi di fortuna, sotto il fuoco dei caccia Alleati. Venne tratto in salvo da un incrociatore inglese e sbarcato sulla costa tunisina, come prigioniero di guerra. In seguito all’armistizio, l’8 settembre successivo, aderì alle forze alleate come collaborazionista, e venne rimpatriato. Raggiunta clandestinamente Lendinara, seppe che il padre era stato nel frattempo deportato in Germania. Lasciò la sua famiglia per paura di essere individuato e aderì alla Resistenza sulle colline di Casale Monferrato, dove aveva dei conoscenti. Qui partecipò ad azioni cruente di guerriglia, presso un gruppo partigiano autonomo che non aveva neppure un nome. Nell’estate del ‘44 ritornò in Veneto, militando nelle formazioni partigiane del veneziano, ma in seguito ad un attentato dinamitardo presso i cantieri navali della città lagunare, fece nuovamente perdere le sue tracce, ritornando a Lendinara, dove aderì alla Brigata Garibaldina Alberto Mario. Fu attivo nei giorni della Liberazione, dove parlamentò assieme al Padre Abate Romualdo Zilianti, con una delegazione di militi della X MAS e della GNR di Forlì, per ottenere la liberazione di un centinaio di ostaggi civili, che nazisti e fascisti repubblichini avevano rinchiuso nel Magazzino delle Uova, una fabbrica di confetture nei pressi del ponte dei Cappuccini. La delegazione ottenne la liberazione degli ostaggi; in cambio i nazifascisti in ritirata poterono raggiungere il fiume Adige senza ulteriori attacchi da parte dei partigiani. Idraulico e noto ciclista amatore, dopo la guerra Dario fu a lungo presidente della locale sezione dell’ANPI. Cavaliere della Repubblica, ottenne come diploma la Croce Combattenti Alleati.
Toso Dario
CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo