Marchetto Gesumio

CONTRIBUTO A CURA DI: Vason Milo

(nome di battaglia Gobbo): Nato a Lendinara il 3 aprile 1924. Noto anche come Gelsomino, abitava nella frazione di Campomarzo, presso Lendinara. Richiamato alle armi sul fronte balcanico, dopo l’armistizio rientrò clandestinamente a casa, e aderì alla Brigata Giovanni Tasso di Lendinara, divenendo l’attendente del capitano Bellino Varliero, detto Tito. Partecipò a numerose azioni di guerriglia nell’estate del ‘44, compresa la liberazione di un gruppo di ostaggi presso Fratta Polesine. Il suo incarico principale era l’addestramento delle reclute. Fu fermato ad un posto di blocco all’alba del 14 ottobre 1944 presso Treponti di Lendinara, mentre era in corso il rastrellamento che precedette l’eccidio di Villamarzana. Trasferito e torturato presso Villa Pelà di Castelguglielmo, poiché gli era stato riconosciuto al polso l’orologio del capitano Riccardo Serafini, una delle 4 spie repubblichine soppresse dai partigiani nelle campagne di Villamarzana, fu qui fucilato assieme a 43 martiri, il 15 ottobre 1944.